Paesaggio mediterraneo

E' doveroso descrivere il paesaggio in cui opera GREENLAB, quello della Sicilia, un'impresa ardua, non solo per la vastità della zona, ma anche e soprattutto per i vari endemismi particolari che si possono scoprire nei posti più reconditi delle migliaia di chilometri di spiagge e coste prospicienti al mare. Voglio a questo proposito, per semplificare l'argomento e non annoiare, dividere questo articolo descrivendo le fasce vegetazionali, partendo dalla spiaggia per poi analizzare man mano le fasce più alte. La prima fascia di vegetazione che possiamo incontrare e quella degli arenili, con tutte quelle specie vegetali chiamate alofite (piante che vivono bene in terreni salini), tra queste vi sono le piante delle sabbie, le psammofile, e tra queste cito la spinosa calcatreppola (Eryngium maritimum) i cui fiori compaiono in estate e sono di un violetto poco appariscente, il convolvolo o soldanella marina (Convolvulus spp.), dai fiori colorati di rosa, la violacciocca (Matthiola incana) crocifera dai fiori violetti, il raro giglio di mare (Pancratium maritimum) visibile in poche aree del nostro territorio. Sulla sabbia possiamo altresì trovare anche delle "palle" caratteristiche (egagropili) che si sono formati da fibre strappate a piante marine del genere posidonia(Posidonia oceanica) che il moto ondoso e la risacca plasma nell'aspetto caratteristico sopra citato.

Altra fascia vegetazionale particolare è quella che ricopre le rocce costiere. Fra le piante che vivono in questo ambiente, possiamo trovare il finocchio marino (Chrithmum maritimum) che con le sue foglie succose è la tipica pianta pioniera delle rocce. Possiamo osservare anche arbusti più consistenti come la barba di Giove (Anthyllis barba-jovis) dalle corolle papilionacee giallo-sulfuree, la pianta del cappero (Capparis spinosa) ma la pianta più spettacolare è l'erba cristallina (Carpobrotus spp ) che con i suoi grossi fiori luminosi rossi e gialli colonizza intere rupi e coste degradanti verso il mare. In vicinanza delle coste, talora proprio fra le sabbie delle dune vi crescono anche tre pinacee, che caratterizzano la fascia delle conifere costiere:

  • pino d'Aleppo (Pinus halepensis), chiamato anche pino mediterraneo, è un albero alto sino a 25 m dalla corteccia di colore grigio-argenteo. Viene spesso piantumato appositamente, perché è capace di ripopolare rapidamente i terreni devastati dal fuoco;
  • pino marittimo (Pinus pinaster), chiamato anche pinastro, è un albero alto 20 ÷ 30 metri dalla corteccia rossastro, viene spesso piantumato per il consolidamento delle dune costiere, e nel suo sottobosco vi crescono alcuni arbusti tipici dell'ambiente mediterraneo tra i quali vi sono il corbezzolo (Arbutus unedo) e il ginepro (Juniperu ssp.);
  • pino ad ombrello (Pinus pinea), albero alto sino 30 m di particolare bellezza, che appartiene soprattutto al paesaggio italico, i suoi semi, i pinoli sono eduli, usati per altro per la preparazione del pesto alla genovese. Presenta un tronco alto e dritto con chioma tipica ad ombrello molto larga, cresce su un terreno molto fertile ricco di fiori tra i quali spiccano le orchidee selvatiche, i cisti (Cistus spp.) e le ofridee (Ophrys spp.).

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Questa fascia vegetazionale è composta dalle seguenti essenze:

  • quercia da Sughero (Quercus suber) albero dalla curiosa corteccia grigiastra che ogni 6÷12 anni viene staccata e utilizzata per vari manufatti, tra i quali i tappi di sughero, per conservare il vino in bottiglia;
  • Il leccio (Quercus ilex) dalle foglie ruvidamente dentate e pungenti;
  • La quercia spinosa (Quercus coccifera), sulle cui foglie vive un insetto, la cocciniglia del "Chermes", della cui femmina di colore rosso si ricavava un tempo, una lacca di colore carminio usata come colorante;
  • L'ulivo (Olea europea), tipico rappresentante della regione Mediterranea, dai suoi frutti (le olive) tramite spremitura si ottiene l'olio di oliva.
  • Il carrubo (Ceratonia siliqua), tipico anch'esso dell'areale mediterraneo, presenta frutti eduli e semi (carati, usati un tempo come unità di misura in oreficeria) da cui viene ricavata la farina di carrubo usata anche per la preparazione di numerose ricette, anche nell'industria dolciaria.

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Compresa tra i 600 e gli 800 m di altitudine, e comprende:

  • castagno (Castana sativa), bellissimo albero alloctono dai frutti eduli (castagne) da cui si può estrarre una farina succedanea del pane, che anni addietro ha sfamato intere popolazioni soprattutto in tempi di carestie;
  • La roverella (Quercus pudescens) che preferisce il suolo calcareo, nei suoi pressi vi si possono trovare anche i corpi fruttiferi (tartufi) dei funghi ipogei.

Tra i 1000 e i 1500 m di altitudine vi troviamo la fascia caratterizzata dalle Conifere montane. Fra queste ricordiamo il pino di Corsica (Pinus nigra ssp Laricio) dal tronco tutto contorto, oltre che in Corsica come dice il nome, possiamo rinvenirlo anche in Calabria meridionale e in Sicilia, sulle pendici dell'Etna. Il cipresso orizzontale (Cupersus sempervirens ssp horizontalis) è originario dell'Asia anteriore, presente anche a Creta, Rodi, Cipro e in alcuni luoghi della Grecia meridionale. L'abete di Cefalonia (Abies cephalonica) è una pianta endemica dell'alta montagna greca, dalla chioma con forma caratteristica a candelabro. Un carattere ben diverso hanno le "macchie" e le garighe, forme tipiche della vegetazione mediterranea che risalgono alla distruzione della flora primitiva causata dall'impatto antropico.

LA MACCHIA

Il termine macchia è affine al francese "maquis" di origine Corsa. È un complesso caratteristico di piante (fitocenosi) propria della zona mediterranea. Si è formata per opera dell'uomo, principalmente per il prelievo di legname e a causa della pastorizia. Vi fioriscono l'erica (Erica arborea), le ginestre (Spartium sp, Genista sp), i cisti (Cistus spp) alla cui radice vi può crescere un'interessante pianta parassita, l'ipocisto (Cytinus hypocistis), la lavanda (Lavandula sp.) e molte altre specie.

LA GARIGA

Tipo di vegetazione che si può trovare su terreni piani e asciutti caratterizzata da arbusti nani, vi cresce il rosmarino (Rosmarinus officinalis), il mezereo (Daphne olearifolia), la palma nana (Chamaerops humilis) o palma di S. Pietro, il gigaro (Arum italicum) e varie orchidee.

LA STEPPA

Zona dove la vegetazione originaria è stata quasi completamente distrutta dall'azione degli uomini e dagli animali, vi affiora il substrato roccioso, ma tuttavia anche in queste zone fra le fessure e tra una roccia e l'altra i fiori continuano a germogliare, hanno colori splendidi e tra questi possiamo citare l'iride (Iris spp), l'anemone (Anemone spp), e il ciclamino (Cyclamens sp). In questo breve e certamente non esaustivo excursus sulle fasce vegetazionali mediterranee, vorrei affermare ancora una volta la necessità di salvaguardare ove è possibile questi ambienti dall'azione antropica, e non c'é modo migliore se non quello di divulgare la conoscenza indirizzandola soprattutto ai più giovani, sperando che le nuove generazioni in futuro abbiano maggior coscenza per preservarle e proteggerle.

Campione della bio-diversità, il paesaggio mediterraneo, contraddistingue uno degli eco-sistemi più importanti del pianeta. La sua conservazione costituisce il principale obbiettivo dello sviluppo sostenibile, per far conoscere e consegnare alle nuove generazioni un paesaggio vivo, in grado di assicurare l'armonica continuazione della vita sulla Terra.